COGLI L'ATTIMO. ESPRIMERE E TRASFORMARE LE

DALL’INTRODUZIONE AL LIBRO:

 

Tratto dal libro: Cogli l’attimo. Esprimere e rasformare le emozioni in versi. ED. LA MERIDIANA, 2007 – ROSSELLA GRENCI

…Attraverso la poesia possiamo imparare a usare e a “far usare” le emozioni considerandole una fonte straordinaria di energia. La poesia è uno strumento potentemente comunicativo, trasformativo e… fortemente creativo. “Il poeta è un risentito, e il resto è nuvole” ha scritto il poeta Machado. Occuparsi seriamente delle nuvole (della poesia) non significa solo scrivere e pubblicare poesia. Significa comprarla, leggerla, studiarla, insegnarla e impararla (Carrera, 2005). Harold Bloom scrive che “Bisogna leggere per alleviare la solitudine e rafforzare l’io”.

Il mio lavoro nasce anche dal ricordo del film del 1989, L’attimo fuggente (Dead Poets Society), diretto da Peter Weir. Il film, ambientato nell’austera accademia di Welton, Vermont nell’autunno 1959, fotografa il momento in cui arriva un nuovo giovane insegnante di lettere moderne, John Keating.

La sua concezione rivoluzionaria della poesia è un tutt’uno con il suo modo di intendere la vita: percepire il lieve bisbiglio dell’arte, crescere nello spirito tra le pagine di Thoreau, Whitman, Tennyson, Orazio, cogliere l’attimo per un’esistenza da esseri umani capaci d’emozioni e di scelte. E sono soprattutto le parole di Henry David Thoreau a infiammare gli studenti di Welton:Mi recai nei boschi perché desideravo vivere come volevo io, affrontare solo i fatti essenziali della vita, e veder se potevo imparare ciò che aveva da insegnarmi, e non, giunto alla morte, scoprire di non aver vissuto. Non volevo vivere ciò che non era vita, la vita è cosi cara; né volevo praticare la rassegnazione se non fosse stato assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente e succhiare tutto il midollo della vita.Il gesto clamoroso di Keating, quello di strappare alcune pagine del libro di testo, vuole dimostrare che la poesia deve nascere dall’interno e dopo si giungerà al confronto con i classici. Questo significa creare un’emozione positiva verso lo studio e, attraverso il grande potere della poesia, verso la vita.

Thomas Elliot ha scritto: “Nella mia esperienza sulla valutazione della poesia ho sempre trovato che meno avevo notizie intorno al poeta e alla sua opera, prima di cominciare a leggerlo, meglio era”. Insomma, il piacere del commento viene anteposto al piacere del testo. L’antropologo francese Marcel Jousse pensava che i linguaggi dei giovani, nell’epoca dei terremoti cognitivi, sono cambiati. La comunicazione dei giovani è sempre più fatta di sintesi, discontinuità, evocazione di esperienze (sociali, archetipiche, individuali, ambientali) legate alle cose della vita quotidiana, plurilinguismo (inteso come uso di molti linguaggi), psicologismo del simbolo (forme, ambienti ed esperienze simboliche), processi, percorsi psichici, ri-costruzione mentale, disvelamento.

La mente è concepita come scrittrice e lettrice attiva di simboli. È per questo che il linguaggio poetico potrebbe essere il più vicino a quello dei giovani. Capita spesso a tutti, in particolare agli adolescenti, di essere come Nathan, il profeta del vento di Biavaschi (1998) che nonostante sapesse leggere nei cuori degli altri e nei loro sguardi, per paura di uscire troppo dagli schemi imposti, soffoca ogni più sincera comunicazione: allo stesso modo soffochiamo la poesia che c’è in noi. I giovani, in particolare gli adolescenti, hanno un mondo interiore caratterizzato da confusione, disorientamento, incontinenza emotiva, anarchia pulsionale, trasgressione… (Polito, 2005). La poesia può essere uno strumento per “educare il cuore”, per far emergere quella che viene detta intelligenza emotiva. Attualmente, nel nostro Paese, ci sono circa sedici milioni di poeti. Saranno tutti poeti? Probabilmente no, ma è importante vedere che, in un’epoca in cui l’espressività delle nuove generazioni langue un po’, giovani e meno giovani si accostano con determinazione e slancio alla poesia, distinguendosi per emozione, per incandescenza, per la piena coscienza della vasta inquietudine che demarca il nostro tempo (Simeoni, 2006). Tutti vogliono “scrivere” la loro interiorità e spesso lo fanno affidandosi ai “versi”, a volte ingenui (ma è anche un’operazione in qualche modo necessaria per molti), mentre pochissimi hanno voglia di sottoporsi al difficile lavoro di decifrazione delle poesie altrui, specie quelle dei contemporanei.Allora perché non decidere di affrontare da lettori, e magari da insegnanti, questo genere letterario così, tutto sommato, poco amato e un po’ astruso? Così Alessandro Petofi (1949): Pensate voi che la poesia sia un carroche traballi per ampie vie maestre? È un’aquila la poesia; dove nessuno giunge. Essa s’innalza libera…Prendi la penna e scrivi e, se ne hai di forza, affrettati dove nessuno è giunto ancora; se no, dà il piglio all’aratro o alla lesinae butta a terra la tua misera lira. Il lavoro proposto vuole essere uno strumento utile a chi ha la grossa responsabilità di essere educatore dei nostri giovani, a chi crede nell’arte come una forma di terapia, a chi si sente poeta e a chi crede nell’immenso valore e potere della parola in versi.

Rispondi al tuo postCancella post

Annunci

Informazioni su Rossella

Lavoro da tanti anni come logopedista. Per mia natura sono curiosa e ho tantissime passioni. Sono autrice, blogger e mi interesso di benessere olistico. Credo nel Sacro Femminino e in una nuova Società basata su questi princìpi.

Pubblicato il marzo 1, 2009, in I miei libri con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Buon pomeriggio, sono sempre io Maria Rosaria che gia’ qualche tempo fa ti ha scritto, raccontandoti di un progetto sulle Emozioni e sulla Poesia, che sto proponendo, (in attesa di riscontri!), presso svariate associazioni e ad universita’ degli adulti e terza eta’. Condivido tantissimo il tuo scritto e presto acquistero’ il libro!
    Il mio progetto e’ nato in un momento molto importante ed entusiasmante della mia vita: scrivo da quando ero piccola e negli ultimi anni ho approfondito particolarmente questo spazio, utilizzando il canale della scrittura per esprimere la mia interiorita’. Finalmente lo scorso febbraio mi sono decisa ad inviare alla casa editrice la mia raccolta di poesie degli ultimi 9 anni e …… oggi e’ stato pubblicato il mio primo libro, dal titolo, “Come riflessi dell’anima errante”.
    L’evento e’ stato ancor piu’ stimolante per me, spronandomi a continuare su questo percorso intrapreso anni fa e scrivere oggi mi sta schiudendo nuove emozionanti dimensioni del cuore!
    Mi auguro che il Progetto Emozioni e Poesia, da me creato, possa trovare un giorno comprensione e realizzazione, affinche’ possa dare anch’io la mia esperienza ed il mio contributo!

    Grazie
    a presto, maria rosaria

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: