IL TAO DELLA FISICA ED ECOALFABETO… UN ORTO A SCUOLA PER I BAMBINI

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Fritjof Capra, fisico americano laureato all’Università di Vienna, aveva consacrato i suoi studi al campo delle alte energie, con molte pubblicazioni di carattere tecnico. Poi, come scrive ne Il Tao della fisica (1975), “ebbi una magnifica esperienza… In un pomeriggio di fine estate, seduto in riva all’oceano, osservavo il moto delle onde e sentivo il ritmo del mio respiro, quando all’improvviso ebbi la consapevolezza che tutto intorno a me prendeva parte a una gigantesca danza cosmica”. Da questa ispirazione nasce il best-seller mondiale che esplora il rapporto tra i concetti della fisica quantistica e le antiche tradizioni filosofiche dell’Oriente, Induismo, Buddismo e Taoismo. Molti anni dopo, prova ad applicare la sua visione “sistemica” ai temi più critici della società (Il punto di svolta, 1982), medicina, crescita economica, energie e futuro. Infine, si dedica a complessi studi scientifici, con La rete della vita e La scienza della vita. Fonda il Center for Ecoliteracy, con sede a Berkeley in California. Non ha l’automobile, né il telefono cellulare. Dopo anni di silenzio, e tanti libri importanti pubblicati, Capra scrive ora per i bambini e realizza esperienze per loro e con loro. Ecco un libro… piccolo, piccolo come un ‘millelire’, come i suoi protagonisti: i bambini. Ma quanto grande, nel suo significato!

Gli scienziati parlano, in complicato linguaggio specialistico, di “reti autopoietiche”, di “strutture dissipative”, di “cicli catalitici”. Fritjof Capra coltiva le piante. Con i bambini. E glieli spiega, anzi, glieli fa crescere nelle manine, questi fenomeni, che sono essenzialmente la rete della vita, il flusso di energia e i cicli della natura. Un vero e proprio ‘abc’ dell’ecologia del terzo millennio è racchiuso qui. Il mondo vive tutto in un orto a scuola!

Coltivare i frutti della Terra ricongiunge i bambini non solo alle basi del cibo, ma alle basi stesse della vita. Coltivare, cucinare, sono esempi di lavoro ciclico – un lavoro che dev’essere rifatto di continuo. Si prepara un pasto che viene mangiato subito, si lavano piatti che ben presto saranno nuovamente sporchi. Si semina, si coltiva l’orto, si raccoglie e poi si pianta ancora.

“Dato che sono gli stessi bambini a progettare e coltivare l’orto (naturalmente, con l’aiuto degli insegnanti), sviluppano un grande senso di proprietà verso l’orto e ne hanno grande cura. Dovresti vedere l’entusiasmo con cui i bambini mangiano la verdura che hanno coltivato, quando magari fino a quel momento non gli è mai piaciuto mangiarla!”.

Si svolgono nella pratica i cicli alimentari, uno dei primi e più importanti concetti ecologici. S’impara il ruolo delle piante verdi nel flusso di energia di sistemi più ampi: il ciclo dell’acqua, il ciclo delle stagioni e così via – i quali sono tutti dei collegamenti alla rete planetaria della vita. Si diventa consapevoli di come noi stessi facciamo parte della rete della vita! Nell’orto di scuola s’impara che la terra fertile è un terreno vivo che contiene miliardi di organismi viventi per ogni centimetro cubo, ed è il luogo ideale per insegnare ai nostri bambini i meriti della coltivazione biologica. I bambini assistono al ciclo vitale di un organismo – il ciclo di nascita, crescita, maturazione, declino, morte, e la nuova crescita della generazione successiva…

Imparano, nell’orto, il mondo reale. Così, la scuola diventa una vera e propria comunità di apprendimento. E per i bambini diventa qualcosa di magico. Come ha detto uno degli insegnanti, “una delle cose più entusiasmanti dell’orto è che creiamo un luogo magico per l’infanzia dei bambini, che altrimenti non avrebbero un posto del genere e che non sarebbero in contatto con la Terra e con tutte le cose che vi crescono. Si può insegnare tutto quel che si vuole, ma esserci per davvero, coltivando e cucinando e mangiando, è un’ecologia che tocca il loro cuore, e che la rende importante”.

Capra condensa i concetti che stanno alla base dell’ecoliteracy, la formazione ecologica, cioè l’insegnamento dei cicli e del linguaggio della natura: “Quello che cerchiamo di fare è creare un ambiente in cui gli studenti sviluppano un rapporto emotivo con la natura. Speriamo che nel corso del tempo questo porti a un senso di responsabilità verso la terra, che conserveranno anche da adulti”.

‘Millelire-1 euro’ Stampa Alternativa, Nuovi Equilibri 2005

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Informazioni su Rossella

Lavoro da tanti anni come logopedista. Per mia natura sono curiosa e ho tantissime passioni. Sono autrice, blogger e mi interesso di benessere olistico. Credo nel Sacro Femminino e in una nuova Società basata su questi princìpi.

Pubblicato il giugno 4, 2009, in Sapienza antica, Società con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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