MEDITAZIONE PER BAMBINI: ALLA SCOPERTA DEL TEMPO PERSONALE

 
Nelle nostre scuole manca quasi completamente quello che lo psicologo Gordon chiama il “tempo personale”. Adulti e bambini, afferma, devono poter restare un po’ da soli con se stessi per potersi ricaricare, pensare, riflettere. Proponendo una serie di possibili idee  per restituire il “tempo personale” ai bambini Gordon, tra l’altro, indica il valore di passeggiate solitarie per sentieri esterni alla scuola e suggerisce l’utilizzo di angoli tranquilli di meditazione in un prato, sotto gli alberi, nel silenzio.
La calma, la pace, la gioia contattate nel silenzio vanno a costruire le fondamenta di una sana crescita globale dell’individuo.   
“La porta della felicità si è aperta e mai si chiuderà”; sono le parole scritte spontaneamente da una bambina dopo una brevissima meditazione nella natura. Nella mia esperienza ho potuto constatare che l’introduzione di brevi momenti di meditazione aiuta i bambini a ricontattare le proprie risorse interiori. Queste ultime possono risvegliarsi solo se offriamo le giuste occasioni di tranquillità e raccoglimento. Se in qualche occasione avete condiviso con i bambini  esperienze di questo tipo saprete con quanta facilità essi riescano a calarsi nel profondo del loro mondo interiore e riemergerne trasformati, capaci di dedicarsi con rinnovata energia, motivazione ed efficacia a tutto ciò che proporremo.  
 
Praticare  per poter condividere
L’invito che rivolgo agli insegnanti quindi è quello di provare a ricavare innanzitutto per se stessi momenti di silenzio e pause nella propria giornata. Anche pochi minuti di questa pratica possono farci ricevere tanto. Una qualsiasi pratica di meditazione, di ascolto interiore, di silenzio è semplicemente un modo per tornare rigenerati alle sfide della vita quotidiana. Non importa quale sia la vostra visione del mondo. Se è laica, questo momento può essere vissuto come un contatto con il mondo interiore, per ascoltare l’infinita creatività che giace in voi stessi. Se invece la vostra prospettiva è spirituale, allora la meditazione la arricchirà, approfondendola. Nel silenzio ci sintonizziamo con quelle qualità che tutti sentiamo come desiderabili: la pace, la calma, la gioia, l’amore. Sono tanti i sentieri percorribili per imparare a meditare; cercate quello che vi sembra più consono alla vostra natura, praticatelo guidati da un insegnante esperto, assaporatene i benefici. A quel punto potrete proporre ai bambini semplici esperienze di meditazione e ascolto, con la consapevolezza che viene dall’esperienza. Sarete inoltre capaci di aiutarli a “leggere” con sensibilità le difficoltà e le scoperte.
 
tratto da La porta della felicità – Graziella Fioretti
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Informazioni su Rossella

Lavoro da tanti anni come logopedista. Per mia natura sono curiosa e ho tantissime passioni. Sono autrice, blogger e mi interesso di benessere olistico. Credo nel Sacro Femminino e in una nuova Società basata su questi princìpi.

Pubblicato il dicembre 21, 2009, in Riflessioni con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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