RECUPERIAMO LE QUALITA’ FEMMINILI: “RISCOPRIREMO” LA NOSTRA AUTOSTIMA!

 

 

Continuo a pensare che il libro del curandero peruviano Mamani La profezia della curandera sia una grande risorsa per lavorare sulle ferite dell’animo femminile e, quindi, imparare a fidarsi delle proprie qualità e a riconoscere il proprio potere personale.

Il consolidamento dell’autostima delle donne passa attraverso il recupero e la valorizzazione delle qualità archetipiche del femminile: intuizione, immaginazione, creatività, empatia, morbidezza, accoglienza e ricettività.
Per avere una voce come donne abbiamo dovuto rinunciare alla nostra identità, adottando modalità di comunicazione, relazione, comportamento che il modello maschile dominante ci ha richiesto. Siamo diventate donne più autonome e più volitive, ma ormai sospettiamo di aver perso qualcosa di prezioso e unico del nostro modo d’essere. Molte di noi tornano ad auto escludersi dal mondo del lavoro, dai ruoli di influenza per ricercare un equilibro perduto.
Ma oggi abbiamo la possibilità e la responsabilità di recuperare un modo femminile di fare le cose: di fare economia, politica, educazione, cura, relazione, arte. Il mondo può cambiare se come donne non ci riappropriamo del nostro Sé femminile, rispettando, celebrando ed esprimendo la nostra differenza, in un’ottica di riconciliazione e integrazione con il maschile.
Ricercare il valore della propria essenza femminile è un percorso creativo e spirituale ad un tempo, che agisce su diversi piani: personale, sociale, spirituale. Per star bene con noi stesse è importante che il mondo in cui viviamo valorizzi gli aspetti distintivi del nostro Sé femminile. Intuizione, immaginazione, creatività, empatia, morbidezza, accoglienza, ricettività sono qualità archetipiche del femminile.
A lungo nella nostra cultura sono state considerate secondarie rispetto a valori quali efficienza, potere, comando, forza, reattività, razionalità. In questi ultimi anni siamo riuscite a ritagliarci degli spazi significativi nella società, ma al costo di accettare il compromesso di emulare atteggiamenti che non corrispondono al nostro sentire profondo. Sta a noi, oggi, recuperare la nostra identità e portarla nel mondo. E’ un percorso di consolidamento della nostra autostima che passa attraverso la liberazione della creatività, quale forma distintiva dello spirito femminile.
L’autostima non è qualcosa da raggiungere, facendo qualcosa di diverso…

L’autostima non è qualcosa da raggiungere, facendo qualcosa di diverso per diventare qualcos’altro. Se ci poniamo in questo atteggiamento sembra che l’autostima sia fuori di noi, qualcosa che, ancora una volta, ci dobbiamo guadagnare sforzandoci di essere diverse da quello che siamo.


Ed è proprio questo il problema della mancanza di autostima: come donne non ci sentiamo mai abbastanza, dobbiamo sempre essere qualcosa, di più, di altro, di meglio. I messaggi della cultura corrente ci fanno credere che l’autostima sia sinonimo di successo, affermazione sociale, efficienza, grinta, prestanza fisica. E così troviamo in offerta tutta una serie di strategie per diventare meglio di quello che siamo. Questo ha solo il drammatico effetto di allontanarci ancora di più dalla nostra dimensione più autentica.
Perché allora non provare una strada diversa? Perché non provare ad esplorare veramente chi siamo? Perché non proviamo a chiederci: “Qual è la mia essenza? Qual è il mio talento? Che cosa mi rende unica ed originale?”
L’autostima può essere vista non tanto come qualcosa “da raggiungere”, ma come un’esperienza che accade nel momento in cui “torniamo a casa”, nel momento in cui prendiamo contatto con il sé più profondo.

Una volta ritrovata la connessione con la parte più vera di noi, troviamo anche la forza per vivere la vita che desideriamo e non quella che altri hanno scelto per noi. Certo, diventa necessario dire qualche no, rischiando di piacere meno agli altri, per dire di sì a se stesse e piacersi di più!
Autostima quindi non significa che non ci sentiamo più fragili, o timide, o mai completamente a nostro agio: significa che possiamo stare anche con le nostre debolezze, che accettiamo anche il nostro limite, che siamo consapevoli del nostro valore. Possiamo semplicemente essere, così come siamo e regalarci uno sguardo amorevole…

Caterina Mengotti

http://www.lifegate.it/

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Informazioni su Rossella

Lavoro da tanti anni come logopedista. Per mia natura sono curiosa e ho tantissime passioni. Sono autrice, blogger e mi interesso di benessere olistico. Credo nel Sacro Femminino e in una nuova Società basata su questi princìpi.

Pubblicato il marzo 4, 2010, in Uncategorized con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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