FELICI IN ARMONIA COL TUTTO

 
Il problema che viviamo adesso è molto più profondo e complesso di quello che sembri e sono tante le cose che dovremmo modificare nel nostro stile di vita.
Si dovrebbero tenere presenti tre semplici regole nel rapporto fra uomini e fra uomini ed ambiente:
1. l’obbligo di donare;
2. l’obbligo di ricevere;
3. l’obbligo di restituire più di ciò che si è ricevuto.
Si dovrebbe considerare il fatto che, il benessere di un paese non può vedersi dalla crescita del PIL, che non migliora la qualità della vita.
Robert Kennedy diceva: «La crescita del PIL può essere un indicatore di malessere. Tutte le cose che danno un senso alla vita non fanno crescere il PIL».
Purtroppo oggi sembra quasi che la logica che si segue sia: acquisto=merce=felicità.
Immaginario che dovremmo decolonizzare, poiché il troppo avere crea malessere e non felicità.
 
La felicità sostenibile di Maurizio Pallante
 
La felicità — di una persona o di una comunità — può essere sostenibile? Attanagliati dalla crisi economica e dall’emergenza energetica e ambientale, possiamo sperare in un futuro di benessere e serenità? Sì, afferma Maurizio Pallante, ideatore della Decrescita Felice. Dobbiamo però invertire la rotta, ribellandoci all’imperativo che ci ha guidati nell’ultimo secolo — la crescita a ogni costo, misurata con l’aberrante strumento del PIL — e stabilire un nuovo modello di sviluppo.

La Decrescita Felice è una filosofia concreta che chiunque, ciascuno quotidianamente e i governi in politica, può mettere in pratica. Decrescere non vuol dire rinunciare a nulla, ma modificare i comportamenti che implicano inutili sprechi. Se rimaniamo imbottigliati nel traffico, bruciamo litri di carburante (accrescendo il PIL!), ma non passiamo ore piacevoli. Perché allora non usare mezzi alternativi o ridurre al minimo gli spostamenti? Se una famiglia — anziché acquistare frutta e verdura costosa perché proveniente dalla parte opposta del pianeta — coltiva un orto, mangia alimenti più freschi e risparmia. Ancora: se perdiamo l’abitudine di passare il sabato al centro commerciale e aderiamo a un gruppo d’acquisto solidale, spendiamo meno e abbiamo pure l’occasione di costruire rapporti basati sulla collaborazione e la fiducia.

Investire nelle tecnologie per il risparmio energetico e nelle eco-case, autoprodurre beni, ridurre i rifiuti, instaurare relazioni fondate sulla reciprocità e sul dono invece che sulla competizione… Perseguendo questi obiettivi, la Decrescita Felice corregge le storture del nostro modello economico e indica la via per un’altra dimensione del benessere, in un mondo meno inquinato e in una società più umana. Non è un’utopia, ma una nuova vita che possiamo cominciare già oggi.

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Informazioni su Rossella

Lavoro da tanti anni come logopedista. Per mia natura sono curiosa e ho tantissime passioni. Sono autrice, blogger e mi interesso di benessere olistico. Credo nel Sacro Femminino e in una nuova Società basata su questi princìpi.

Pubblicato il marzo 24, 2010, in Consigli, Sapienza antica con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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