LA DONNA SELVAGGIA E L’ANIMA FEMMINILE

Dunque cos’è la Donna Selvaggia? Dal punto di vista della psicologia archetipa cosi come per la tradizione dei cantastorie è l’anima femminile. Eppure è di più; è la fonte del femminino. E’ tutto quanto è istinto, è un insieme di mondi visibili e nascosti, è la base. Ognuna di noi riceve da lei una cellula splendente che contiene tutti gli istinti e le conoscenze necessarie per la vita. E’ la forza Vita/Morte/Vita, è l’incubatrice. E’ intuito, veggenza, colei che sa ascoltare, è il cuore leale incita gli esseri umani ad essere multilingui; spediti nei linguaggi dei sogni, della passione e della poesia. Sussurra nei sogni notturni, si lascia dietro, sul terreno dell’anima di una donna, un capello ruvido e impronte fangose, che ricolmano il desiderio di trovarla, di liberarla, di amarla. Lei è idee, sentimenti, impulsi e memoria. La si è perduta, pressoché dimenticata per tantissimo tempo. E’ la fonte, la luce, la notte, l’oscurità, e l’alba. E’ l’odore del buon fango e la zampa posteriore della volpe. A lei appartengono gli uccelli che rivelano segreti. E’ la voce che dice “Da questa parte, di qua”. E’ colei che tuona contro le ingiustizie. E’ colei che gira come una grande ruota, e’ la fattrice dei cicli. E’ colei che lasciamo a casa affinché la custodisca. E’ colei da cui andiamo a casa. E’ radice infangata di tutte le donne. E’ quella che ci fa’ andare avanti quando pensiamo di essere finite. E’ l’incubatrice di piccoli idee grezze e di accordi. E’ la mente che ci pensa, noi siamo i pensieri che lei pensa.

Dov’è presente? Dove potete sentirla, dove trovarla? Percorre i deserti, i boschi, gli oceani, le città, va nei barrios e nei castelli. Vive tra le regine, tra le campesinas, in sala di consiglio, in fabbrica, in prigione, sulla montagna della solitudine. Vive nel ghetto, all’università e nelle strade. Lascia per noi delle impronte in cui misurare il piede. Lascia impronte ovunque ci sia una donna che è terreno fertile. Dove vive la Donna Selvaggia? In fondo al pozzo, nel corso superiore dei fiumi, nell’etere senza tempo. Vive nella lacrima e nell’oceano. Vive nella linfa degli alberi. E’, dal futuro e dall’inizio dei tempi. Vive nel passato e ha un posto al nostro tavolo, sta dietro di noi in fila, e sta davanti a noi per la strada. E’ nel futuro e torna indietro nel tempo per trovarci ora. Vive nel verde che sbuca tra la neve, vive negli steli fruscianti del morente grano d’autunno, vive dove i morti vengono per un bacio e i vivi inviano le loro preghiere. Vive nel luogo in cui si fa linguaggio. Vive di poesia e percussione e canto. Vive nei quarti di tono e di note di passaggio, e in una cantata, in una sestina, nei blues. E’ nell’attimo che precede l’ispirazione che ci abbaglia. Vive in un luogo lontano che a forza si apre un varco verso il nostro mondo.

tratto da Donne che corrono coi lupi di Clarissa Pinkola Estés

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Informazioni su Rossella

Lavoro da tanti anni come logopedista. Per mia natura sono curiosa e ho tantissime passioni. Sono autrice, blogger e mi interesso di benessere olistico. Credo nel Sacro Femminino e in una nuova Società basata su questi princìpi.

Pubblicato il aprile 2, 2010, in Sapienza antica con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 5 commenti.

  1. Salve, sono Aliquis (che in latino significa Qualcuno. E’l’opposto di
    Nemo) e come vede sono tornato prima del previsto. Sa com’è, io
    sono titolare di una cartolibreria e in questo sabato pomeriggio
    vigilia di Pasqua sono in negozio ma non ho nessuno, per cui ho deciso
    di ricollegarmi al suo sito. Interessante questo libro sulla
    donna selvaggia. Mi ricorda le divinità femminili dell’ era paleolitica e neolitica, prima che il patriarcato prendesse il
    sopravvento. Penso che la perdita del mito della Grande Madre sia
    stata molto negativa per l’umanità. Vorrei approfittare di questo
    argomento per ricordare una grande donna dell’ antichità che purtroppo
    qui in Italia non conoscono in tanti. Si tratta di Ipazia di Alessandria, vissuta tra il IV e il V secolo dopo Cristo. Fu una
    grande matematica e astronoma, inventò l’idrometro, il planisfero e
    un modello perfezionato di astrolabio. Fu l’antesignana della
    divulgazione popolare della scienza, e probabilmente fu per questo
    che fu barbaramente assassinata l’8 Marzo del 415 e tutte le sue
    opere furono distrutte. A me mi sembra di vedere in lei la forza
    vitale ed il principio femminile di saggezza e fecondità di cui
    si parla nel volume sopracitato. L’anno scorso è uscito in Spagna un
    grande film a lei dedicato, “Agorà” del regista Amenabar. Tale film
    è uscito in tanti paesi del mondo ma non in Italia, poichè i
    distributori cinematografici hanno vergognosamente deciso di
    autocensurarsi non doppiandolo. Io ne sono venuto a conoscenza
    soltanto tramite Internet. E’ incredibile che dopo 1600 anni
    in Italia si abbia ancora paura di questa donna. Del resto, siamo
    arretrati in molti campi. Ma sono convinto che prima o poi la
    verità troverà la sua strada anche da noi. Ho voluto cogliere
    l’occasione di parlare di Ipazia perchè, come ho letto su un sito
    di cui non ricordo il nome, ricordarla è un’ atto d’amore.
    Saluti e Buona Pasqua.
    Aliquis, Pistoia.

  2. Ciao Rossella,
    ho appena risposto al commento che hai lasciato sul mio blog…il tuo nome non mi suonava nuovo! Ecco chi sei! conosco e ho letto alcuni libri che vedo qui a fianco, complimenti per il lavoro che stai facendo per i bambini dislessici…ho lavorato diversi anni in una biblioteca e mi sono trovata a consigliare i tuoi libri ….ai genitori e insegnanti…ora che ho il piacere di questo contatto (che non è un caso) sicuramente mi rifarò viva per progetti futuri…
    bello aver letto il tuo messaggio oggi , il giorno di Pasqua …
    intanto metterò un link al tuo blog…molto interessante .
    a presto Marina Argenti
    e buona Rinascita!

    • “Mai nulla è un caso”, sembra il motivo portante di questo blog… e di tutta la mia vita 🙂 Io sono arrivata al tuo blog grazie a quello della cara amica comune Tina Festa.

  3. Ora condivido anche io il tuo link nella pagina Blog Amici.

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