LA PAURA DEL CAMBIAMENTO

 
“Le cose cambiano. Stamani la camicia era pulita e stirata; adesso è sporca e stropicciata. Le banane, che erano acerbe, sono maturate. E il caffé nella tazzina si sta raffreddando. Nemmeno io sono quello di una volta: sono invecchiato, ho perso molti capelli, ho letteralmente cambiato ogni cellula del mio corpo. Eppure c’è un senso importante in cui sono sempre io, così come è naturale pensare che questa camicia sia proprio quella che ho indossato al risveglio e queste banane le stesse che ieri erano in negozio…”.
Scene di vita quotidiana descritte in queste considerazioni del filosofo contemporaneo Achille Varzi ed indicative di quel fenomeno così semplice e complesso nello stesso tempo a cui diamo il nome di “cambiamento”.
Come afferma Stefano Greco nel suo bel libro La Psicologia del Cambiamento “la ruota della nostra Storia ha sempre girato intorno a due assi incrociati: la paura del nuovo ed il coraggio di esplorarlo. A proposito delle famose Colonne d’Ercole, Tucidide, lo storico dell’antichità, affermava che oltre quel limite le navi rischiavano “di cadere giù dall’orlo del mondo” e nessuno pertanto osava avventurarsi. Cristoforo Colombo, incarnando l’archetipo dell’eroe, ruppe ogni indugio e partì alla volta del Nuovo Mondo. Ognuno di noi è chiamato ad essere il timoniere che governa il veliero della propria vita, in un oceano di cambiamenti e di trasformazioni“.
Ma perché il cambiamento ci spaventa?
Un bisogno fondamentale dell’essere umano è quello di creare sicurezza nella propria vita; questo bisogno ha uno scopo utile poiché il “ritorno” a una base conosciuta e sicura nasce dall’istinto di sopravvivenza di ogni essere vivente. Se il meccanismo dell’abitudine asseconda il bisogno dell’essere umano di creare sicurezza nella sua vita ecco spiegata anche la paura del nuovo: quando ci confrontiamo con una situazione nuova il timore di perdere la sicurezza consolidata nel vecchio schema comporta una sensazione di non accettazione a livello mentale/emozionale che il corpo percepisce come allarme. In questo stato di tensione eccessiva nasce lo stress, che sappiamo così dannoso per la salute. Lo stress crea ruminazioni continue a livello psichico, tensioni e blocchi a livello fisico ed energetico, irrigidimento nel corpo e crea a sua volta ulteriore paura.
La “paura del cambiamento” è essenzialmente la paura di uscire dalla zona di “comfort” in cui ci sentiamo sicuri e che comprende spazi conosciuti, familiari e amici, abitudini. Pensiamo che sia più semplice e comodo compiere sempre le stesse azioni, vedere sempre le stesse persone e ignoriamo che quando usciamo dall’area protetta e quindi dall’ abitudine impariamo, cresciamo e miglioriamo. L’autostima cresce. Gli orizzonti si allargano.
E’ per questo che il primo passo verso il miglioramento ed il cambiamento consiste nel “rompere le abitudini”, quindi rompere i vecchi schemi. Lo stesso processo psicoterapeutico funziona in questo modo poichè permette alla persona di allenarsi a vedere la vita da nuovi punti di vista rendendola più flessibile e più aperta al cambiamento. Molte delle nostre abitudini quotidiane sono inconsapevoli: compiamo spesso gli stessi gesti, le stesse strade, ma non ce ne accorgiamo.
Un utile esercizio può essere quello di annotare quotidianamente le nostre abitudini ed iniziare a inserire piccoli cambiamenti: se andiamo al lavoro e percorriamo sempre la stessa strada iniziamo a cambiare strada. Se prendiamo i mezzi pubblici possiamo provare a cambiarli e quindi seguire altri percorsi. A colazione anziché il caffè possiamo provare a bere il thè o una spremuta d’arancia. Possiamo cambiare il tipo di pranzo che facciamo oppure condividere il pasto con un collega col quale solitamente parliamo poco. Quando torniamo a casa anziché accendere la TV o il computer possiamo accendere lo stereo ed ascoltare della musica piacevole. Dunque tanti piccoli esercizi per sperimentarsi in una veste nuova e rompere il cerchio dell’abitudine per esplorare nuove strade. L’utilità di questi semplici esercizi è imparare a “creare situazioni nuove” nelle quali trovarsi a proprio agio ed allargare la nostra zona di comfort.
 
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Informazioni su Rossella

Lavoro da tanti anni come logopedista. Per mia natura sono curiosa e ho tantissime passioni. Sono autrice, blogger e mi interesso di benessere olistico. Credo nel Sacro Femminino e in una nuova Società basata su questi princìpi.

Pubblicato il giugno 4, 2010, in Uncategorized con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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