LA METACOGNIZIONE NEI DSA

 

Il mio primo libro Capire per imparare. Un approccio metacognitivo ai Disturbi Specifici di Apprendimento (le ultime copie sono disponibili solo su Libreria Universitaria), si rivolge ai bambini per aiutare loro a comprendere le difficoltà e le potenzialità legate al loro Disturbo di Apprendimento.

Anche una collega parla della metacognizione in terapia del Disturbo Specifico di Lettura. 

L’approccio consenta al ragazzo e alle persone che gli ruotano intorno ( genitori, insegnanti, terapeuti ), una comprensione piena del problema, per favorire la motivazione del soggetto interessato aumentando la soddisfazione verso il proprio lavoro, e per favorire e aumentare il senso di realtà dei membri del sistema.

L’approccio metacognitivo permette al bambino di dare un nome al suo problema  e di poter uscire dalla spirale negativa che rischia di generarsi e incoraggiarlo ad acquisire una buona dose di autostima a consapevolezza delle proprie capacità di recupero, che rappresentano la molla fondamentale per ogni reale progresso. E’ per questo che il primo passo per affrontare il problema è non nasconderlo, non negarlo, non far finta di niente. Per raggiungere un rapporto empatico con il bambino, la cosa migliore è capire come vive la sua difficoltà. Purtroppo, molto spesso, al bambino non viene data nessuna spiegazione, né sul perché delle visite specialistiche, né sugli esercizi specifici che gli vengono proposti dal terapista o dall’insegnante. Tutto ciò non aiuta il bambino; informarlo, invece, lo rende coprotagonista del suo processo di apprendimento. Infatti il segreto per vincere le resistenze che spesso il bambino può opporre, è renderlo protagonista attivo del proprio processo di apprendimento, insegnandoli ad individuare i propri punti deboli e ad escogitare delle strategie personali per risolverli.

Inoltre, sottolineare gli aspetti metacognitivi dell’apprendimento risponde ad una delle esigenze maggiormente sentite all’interno della scuola, quella di non trasmettere nozioni, ma presentare strumenti che permettano di imparare ad apprendere la lettura.

I bambini con DSA sono meno “metacognitivi” non solo riguardo alla lettura, ma anche riguardo ad altri aspetti, come la memoria, l’autovalutazione, l’apprendimento della matematica.

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Informazioni su Rossella

Lavoro da tanti anni come logopedista. Per mia natura sono curiosa e ho tantissime passioni. Sono autrice, blogger e mi interesso di benessere olistico. Credo nel Sacro Femminino e in una nuova Società basata su questi princìpi.

Pubblicato il ottobre 8, 2010, in Dalla parte dei dislessici, Dislessia: strumenti, I miei libri con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. Dislessiaportamivia

    Salve.
    Avendo un figlio dislessico, mi interesso dell’argomento e passo molto tempo in rete alla ricerca di informazioni e seguo il suo blog da un po’ di tempo. Esco allo scoperto perchè volevo sapere il suo parere su un libro che ho trovato in rete tempo fa e che con mio figlio si sta rivelando sorprendentemente utile:

    http://www.cercarapido.blogspot.com

    Cosa mi sa dire a proposito?
    grazie.
    cari saluti.

  1. Pingback: CHI E’ L’INSEGNANTE METACOGNITIVO | Rossella Grenci

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