LE CONNESSIONI TRA CIBO E MENTE

 
In un articolo di Eleonora Mara si un anno fa su El Triangular si parla dell’alimentazione e società, ma anche delle sue correlazioni con la mente. Notizie che già conoscevo e che ho trovato ben esposte. Intanto vi consiglio un libro: Il rapporto Mente-Cibo. La guida più completa sui meccanismi mentali in relazione all’alimentazione dal concepimento alla vecchiaia.
 
“Dal punto di vista psicologico, ma anche biochimico, la dieta che la stragrande maggioranza di noi segue, cioè una dieta ad altissimo tasso di carboidrati, soprattutto quelli che una volta si chiamavano carboidrati complessi (ad esempio farinacei come pane e pasta) e che sono carboidrati ad alto carico glicemico (pochi grammi = tanti zuccheri), sviluppa una vera e propria dipendenza, in maniera simile a quanto avviene con alcol, droghe, fumo.
In particolare i farinacei, non a caso chiamati dagli americani comfort foods, stimolano dei recettori nel cervello in maniera del tutto simile a quanto avviene, ad esempio, per gli oppiacei.
In altre parole, anche sapendo che mangiare male aumenta in maniera drastica la tendenza al sovrappeso, all’obesità, al cancro, a malattie cardiovascolari, a patologie degenerative e a vivere meno e invecchiare più in fretta, spesso non si riesce a smettere.
In sostanza, è possibile utilizzare la metafora della dipendenza da sostanze (e le diverse fasi e processi individuati per la sua cura) in maniera più che efficace anche con la nutrizione, anche viste le correlazioni empiricamente rilevate tra l’utilizzo di regimi alimentari bilanciati e la cura, ad esempio psicoterapeutica e/o farmacologica, di disturbi come depressione e ADHD. Possiamo quindi parlare di astinenza, tolleranza, di modifica degli equilibri interni, di equilibri del sistema familiare, di ricadute.
Non solo: dato che (e anche questo è un fatto ormai largamente accettato anche in ambito comportamentistico) non siamo tutti uguali, è possibile addirittura collegare e coniugare al lavoro sull’alimentazione un approfondimento psicologico e psicoterapeutico sulla propria struttura di personalità e sulle proprie tendenze caratteriali, riferite al rapporto con il cibo, che, non dimentichiamolo, è il primo importante legame che stabiliamo da neonati con chi si prende cura di noi.
Ci troviamo insomma davanti a un argomento antico, ma da esplorare con occhi completamente nuovi; un argomento ampio, di portata enorme, trasversale, e di respiro assolutamente multidisciplinare.
Questo può spaventare o irrigidire.
Ma se è vero che sapere spesso aiuta, e se è vero (e lo è!) che la posta in gioco è la salute, nel senso più ampio del termine, è davvero il caso di fare un piccolo sforzo per addentrarci con sempre maggiore convinzione nei meandri di un tema che, ne siamo certi, può cambiare la qualità di molte vite.”
 
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Informazioni su Rossella

Lavoro da tanti anni come logopedista. Per mia natura sono curiosa e ho tantissime passioni. Sono autrice, blogger e mi interesso di benessere olistico. Credo nel Sacro Femminino e in una nuova Società basata su questi princìpi.

Pubblicato il gennaio 29, 2011, in Consigli, Società con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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