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RICOMINCIARE IL VIAGGIO

Un’estate di attese, di una calma attesa, di qualcosa che deve cambiare, che sta cambiando… ma cambierà? Come diceva Einstein: la vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti.

La vita è la ricerca di un continuo equilibrio oppure è lasciarsi andare ed essere travolti dagli eventi. Non è meglio, quando è possibile, scegliere il nostro equilibrio? Scegliere il viaggio…

Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: “Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore ritorna subito.

tratto da Viaggio in Portogallo di Josè Saramago

IL VIOLINO NERO E LA VOCE DI CARLA

 
Ero in piedi davanti al mio banchetto quando una luce folgorante mi attraversò la mente.
Perchè non fabbricare un violino in tutto e per tutto identico a Carla? Se volevo riprodurne la voce, non dovevo cominciare ispirandomi al suo corpo? Ne fui subito convinto: dovevo realizzare un violino nero come i suoi occhi e la sua chioma.
Due mesi dopo, per la prima volta in vita mia, mi ritrovai tra le mani un magnifico violino nero.
Decisi di provarlo quella sera stessa, mentre fuori impazzava il temporale.
I lampi illuminavano il cielo, e folate di vento furibondo sferzavano l’esterno della casa. L’ultima mano di vernice si era asciugata, ed era arrivato il momento di provare la sonorità dello strumento.
Presi in mano il violino e, delicatamente, ne carezzai la vernice. Il legno, a contatto con la mia mano, parve cantare. Capii che quel violino era davvero eccezionale.

IL LABIRINTO DEL TEMPO

 Chi vive nella nostalgia del passato o nella speranza di un futuro migliore è condannato ad errare senza posa nei cunicoli del tempo. Costoro, votati alla sciagura, saranno irrimediabilmente attratti dal magnetismo della clessidra, presi nel vortice dell’incertezza e dell’isolamento.
Perchè quando si pensa troppo al passato o al futuro, ci si scorda di vivere il presente: si vive come se non si dovesse morire mai, e si muore senza mai aver vissuto.
L’unico modo di sfuggire al sortilegio è vivere il momento presente.

tratto da Il Labirinto del Tempo  di Maxence Fermine

NEVE, LA POESIA DI FERMINE

…Yuko Akita aveva due passioni. L’haiku. E la neve.   L’haiku è un genere letterario giapponese. E’ una breve poesia di tre versi e diciassette sillabe. Non una di più.   La neve è una poesia , una poesia che cade dalle nuvole in fiocchi bianchi e leggeri.Questa poesia arriva dalle labbra del cielo, dalla mano di Dio.   Ha un nome. un nome di un candore smagliante.   Neve…
Tratto da Neve di Maxence Fermine

LA NONNA SCRIVE… da Sono come il fiume che scorre di P. Coelho

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ll bambino guardava la nonna scrivere una lettera. A un certo punto, le domandò:
“Stai scrivendo una storia che è capitata a noi? E che magari parla di me.”
La nonna interruppe la scrittura, sorrise e disse al nipote:
“È vero, sto scrivendo qualcosa di te. Tuttavia, più importante delle parole, è la matita con la quale scrivo. Vorrei che la usassi tu, quando sarai cresciuto.”
Incuriosito, il bimbo guardò la matita, senza trovarvi alcunché di speciale.
“Ma è uguale a tutte le altre matite che ho visto nella mia vita!”
“Dipende tutto dal modo in cui guardi le cose. Questa matita possiede cinque qualità: se riuscirai a trasporle nell’esistenza, sarai sempre una persona in pace con il mondo.

 

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La natura è perfetta perchè non è infinita… Oceano mare di Baricco

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La natura ha una sua perfezione sorprendente e questo è il risultato di una somma di limiti. La natura è perfetta perché non è infinita. Se uno capisce i limiti, capisce come funziona il meccanismo. Tutto sta nel capire i limiti.
Prendete i fiumi, per esempio. Un fiume puo’ essere lungo, lunghissimo, ma non puo’ essere infinito. Perche’ il sistema funzioni, deve finire…
…Sapete, è geniale questa cosa che i giorni finiscono. E’ un sistema geniale. I giorni e poi le notti. E di nuovo i giorni. Sembra scontato, ma c’è del genio. E là dove la natura decide di collocare i propri limiti, esplode lo spettacolo. I tramonti.

Alessandro Baricco, Oceano mare

Non si è mai lontani abbastanza per trovarsi… Oceano mare di Baricco

se

…venivano dai più lontani estremi della vita, questo è stupefacente, da pensare che mai si sarebbero sfiorati, se non attraversando da capo a piedi l’universo, e invece neanche si erano dovuti cercare, questo è incredibile,
e tutto il difficile era stato solo riconoscersi, riconoscersi, una cosa di un attimo, il primo sguardo e già lo sapevano, questo è il meraviglioso – questo continuerebbero a raccontare, per sempre, nelle terre di Carewall, perché nessuno possa dimenticare che non si è mai lontani abbastanza per trovarsi, mai – lontani abbastanza – per trovarsi – lo erano quei due, lontani più di chiunque altro…

Alessandro Baricco, Oceano mare